Quello camminava a passo flemme, appesantito dai pensieri e forse anche dalla sua giacca sgualcita, pendente verso destra. Il rigonfiamento della tasca era davvero strano e mi chiedevo cosa potesse contenere a parte le chiavi di casa. Capelli chiari, barba incolta, sopracciglia spettinate. Chissà se anche l'andamento dei peli voleva dire qualcosa...
Lo seguivo con lo sguardo e provavo a camminare piano e in silenzio poggiando il piede esattamente nelle sue orme. Forse calzava 43 perchè il mio piede era più piccolo delle orme. Lo seguivo attentamente senza farmi vedere. Magari poteva solo avverire lo spostamento d'aria o magari l'odore della pelle ma non poteva vedermi davvero.
Lui camminava un po' di quà, un po' di là. Più camminava e più lo seguivo esattamente come le carrezze di un treno seguono il locomotore. Proprio così, uguale.
Forse stavo sbagliando eppure qualcosa mi diceva che dovevo continuare a seguirlo in silenzio... ancora per un po'.
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