mercoledì 17 marzo 2010

Le stagioni della mia mano

Oggi guardavo il palmo della mia mano e mi son detta: vediamo cosa nasconde.
Così ho cominciato a leggerla a modo mio. Non come fanno i maghi o i cartomanti , forse come fanno i bimbi.
Due linee dal centro verso il polso. Ovvio, non nascono dal centro ma mi diverte cominciare a vederle da questo punto. Una delle due va verso sù ad incontrare una linea tutta strana che è perpendicolare alle dita. Quest’altra è la prima se la guardi a cominciare da sù. Prendo la matita (quella londinese) e comincio a leggerla. Sempre quella di su è frastagliata, un po’ difficile da interpretare.
Nella mia mano ci sono i rami e quel corvo che guarda sempre avanti, sempre, mai si sposta. Magari se andasse sull’altro ramo vedrebbe altro ancora, ma lui niente. Dice che sta bene in quella posizione e dice che non si muoverà da lì.











Credo stia parlando con la luna. I corvi parlano con la luna?
Se non ricordo male i volatili non percepiscono una dimensione. Forse la profondità? Ninete, non ricordo.






 




E no, sono distratta. Se guardo meglio e rifletto, mi rendo conto che il corvo che abita nella mia mano forse non guarda la luna ma il riflesso in acqua.













A Destra un campo di papaveri. Sarà primavera?











A sinistra c’è.. a sinistra… non so cosa c’è a sinistra. Magari qualcosa che nascerà nella prossima stagione. Forse… sempre che il corvo resti immobile nella stessa posizione.